Il villaggio abbandonato di Tresino

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ll nome Tresino deriva probabilmente dalla presenza dei Greci Trezeni, che allontanati da Sibari si stabilirono qui. Una seconda ipotesi riconduce alla parola “tre seni” che indica le tre rientranze della costa (Saùco, Stajno e Lago).

Nel VI secolo a.C. sul promontorio di Tresino, secondo Strabone, si ergeva il tempio dedicato a Poseidone della città di Trezene, eretta dai Trezeni a protezione della vicina Poseidonia.

il villaggio abbandonato di tresino

Ritrovamenti

I resti di una villa romana e una tomba bisoma del III sec a.C. si trovano in zona Sauco (Vallone). Il parte abitativa di Tresino, nel 977 faceva parte dei possedimenti della badia di Cava e dei vescovi di Capaccio. Questo era uno dei centri più sviluppati del territorio.

Nel XII secolo una buona parte della popolazione si spostò sul più sicuro colle Sant’Angelo dove fu costruito il Castello dell’Abate, fondato da Costabile Gentilcore, nato proprio di Tresino. Il castello fu eretto a protezione della popolazione in quanto le incursioni da parte dei Saraceni si erano fatte sempre più frequenti, in quanto stanziavano in Agropoli.

Lo spopolamento

Il villaggio è stato abitato fino alla metà del XX secolo dagli allevatori e contadini, perché il territorio, il clima favorevole, e la presenza di falde acquifere nella zona, lo rendevano ottimale all’agricoltura.

La zona successivamente fu soggetta allo spopolamento a favore dei centri vicini di Castellabate e Agropoli, ormai in via di sviluppo urbano. Successivamente il monastero viene sconsacrato, oggi è in uno stato di abbandono. Alla chiesa è legata la leggenda della campana di san Giovanni, la quale venne trafugata dai Saraceni e gettata in mare nella fossa di San Giovanni per evitare che la loro nave affondasse in una mareggiata. La legenda vuole che alla mezzanotte di ogni San Giovanni a Tresino sia possibile sentire il suono della campana.

Trekking

ll villaggio abbandonato sul monte Tresino è molto frequentato dai turisti. Tanti sono i percorsi da seguire a piedi, in mountain bike oppure a cavallo durante tutto l’anno. I punti di partenza sono diversi (zona Lago, Cerrine, Trentova) per incominciare i sentieri che diramano sulla collina.

Cosa vedere

  • Torre angioina di Tresino (rudere): edificata nel 1277 nei pressi di punta Tresino.
  • Torre aragonese dei Zappini (rudere): edificata nel 1566 situata nei pressi di punta Pagliarolo.
  • Belvedere Sant’Angelo: una zona panoramica ove è possibile osservare i paesaggi del golfo di Castellabate, della città di Agropoli e della costiera amalfitana.
  • Sorgente di San Giovanni: la sorgente che sgorga dal monte in un ornato abbeveratoio per animali.
  • Costa e area marina: il mare di Tresino è parte integrante dell’area marina protetta Santa Maria di Castellabate e rappresenta la zona di più alta tutela biologica, quella con più delimitazioni (zona A).
  • Numerose sono le calette naturali presenti nella zona di Tresino, la più rinomata è quella del “Saùco”.
  • I suoi fondali sono meta di escursioni subacquee, diverse sono le grotte marine, come quelle di punta Pagliarolo.

Il villaggio abbandonato di Tresino sul dito del FAI